TENTAZIONE E SERENITA’
1568 21. In quello stesso torno di tempo, mentre
Francesco dimorava nel luogo della Porziuncola, fu assalito
per il bene del suo spirito da una gravissima tentazione.
Interiormente ed esteriormente ne era duramente turbato, tanto
che alle volte sfuggiva la compagnia dei fratelli perché,
sopraffatto da quella tortura, non riusciva a mostrarsi loro
nella sua abituale serenità.
Si mortificava, si asteneva dal cibo e dalla conversazione.
Spesso si internava a pregare nella selva che si stendeva
vicino alla chiesa, per dare liberamente sfogo all'angoscia
e al pianto in presenza del Signore, affinché Dio,
che può tutto, si degnasse d'inviargli dal cielo la
sua medicina in quella così violenta tribolazione.
E per oltre due anni fu tormentato giorno e notte dalla tentazione.
Accadde che un giorno, mentre stava pregando nella chiesa
di Santa Maria, gli fu detta in spirito quella parola del
Vangelo: «Se tu avessi una fede grande come un granello
di senape, e dicessi a quel monte di trasportarsi da quello
a un altro posto, avverrebbe così.
Francesco domandò: “E quale è quel monte?”.
Gli fu risposto: “Il monte è la tua tentazione”.
Rispose Francesco: “Allora, Signore, sia fatto a me
secondo che hai detto”. E all'istante fu liberato, così
che gli parve di non avere mai sofferto quella tentazione».